Prurito anale

Sintomi

Di seguito troverai una serie di sintomatologie legate ad alcune malattie del colon retto, se credi di avere uno di questi sintomi approfondisci l'argomento

Il prurito anale è un sintomo frequente, sovente è associato ad una sensazione di bruciore localizzato all’ano e/o alla cute perianale. Può essere accompagnato da una irresistibile necessità di grattarsi e può essere molto più frequente di notte o dopo l'evacuazione. Ha eziopatogenesi multivariata e in molte occasioni influisce in maniera significativamente negativa sulla qualità della vita.
Tra le cause più frequenti abbiamo le emorroidi, le fistole anali, la ragade anale, l’idrosadenite suppurativa, le malattie sessualmente trasmesse (come ad esempio i condilomi) o infezioni parassitarie (ossiuri). Raramente tumori dell’ano o tumori della cute anale possono manifestarsi con prurito. Anche malattie dermatologiche quali ad esempio la psoriasi, o infezioni da batteri o funghi (dermatite streptococcica, candidosi) possono dare come sintomatologia il prurito.

Può trovare la sua causa come conseguenza ad una sensibilizzazione verso un prodotto topico applicato per il trattamento di patologie proctologiche concomitanti (quale potrebbe essere la patologia emorroidaria) o dall’autoprescrizione di medicamenti per il trattamento del prurito stesso. Altre volte è l’insorgenza di una sensibilizzazione da contatto, ad esempio, indumenti intimi colorati o anche verso prodotti di toilette utilizzati in modo continuativo.

Quando il prurito è idiopatico, cioè senza causa apparente, le sue cause più frequenti sono l'eccessiva pulizia dell'area anale, una sudorazione esagerata e la presenza di una incontinenza fecale lieve. Alcune bevande possono scatenarlo o mantenerlo (birra, latte, succhi di frutta, ed in particolare il caffè e le bevande gassate) così come alcuni cibi (cioccolato, frutta, pomodori, nocciole e pop-corn) ed il fumo.
La diagnosi è sia clinica che strumentale (visita coloproctologica con eventuale manometria anale, colonscopia, esame chimico-fisico e parassitologico fecale) ed il parere di un dermatologo esperto può essere molto utile.

Il trattamento, fatta eccezione per la presenza di patologie definite, è essenzialmente medico-comportamentale e prevede di evitare ogni sfregamento locale (evitando anche l’uso della carta igienica), non graffiare l’area pruriginosa per non provocare escoriazioni, mantenere l’area asciutta, evitare l’uso di qualsiasi tipo di crema, polvere o pomata. Un breve periodo di trattamento con crema all’ossido di zinco o a base di cortisone può essere utile.

Un biopsia dell’area fonte di prurito può essere indicata nei casi resistenti a qualsiasi tipo di trattamento.

Ritieni opportuna una nostra visita o consulenza?

Per un consulto privato contattaci al numero

(+39) 335 5951269

Dati societari


P.IVA 08916020012

Dott. Mario Trompetto


Corso Re Umberto, n°14
10015 Ivrea